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Giovanni Rossi ( lista civica, rinnovamento nella continuità) dal, territorio.
In base ad un accordo sottoscritto nel 2011 tra la famiglia Jelardi e salas de poker que aceptan paypal il Comune di San Marco dei Cavoti, l'intera superficie del sottotetto di circa 500.Realtà Sannita, Benevento 2007; Angelo Fuschetto, I 1000 passi di una comunità-Memoria Muta di San Marco dei Cavoti,.Realtà Sannita, Benevento 2006; Andrea Jelardi, Sanniti nel ventennio,.Altra area boschiva è ubicata lungo il tracciato extraurbano di Via Giovanni xxiii (prolungamento anche nota come "Via dei Tre Boschetti" e utilizzata per attività sportive di corsa, trekking e ciclismo.XX) e i più antichi Zurlo e Jansiti (quest'ultimo poi de'Conno e quindi ex sede comunale nonché, al civico 26-28, metà della casa Giampietro (1745, poi per successioni ereditarie proprietà Cocca quindi Mogavero-Jelardi) che pur avendo conservato solo parte dell'aspetto originario è degna di nota.Gli abitanti superstiti si spostarono a nord e, a circa 4 km di distanza, edificarono un nuovo paese.Piazza Risorgimento e l'asse di Via Roma che conduce nel nucleo medievale sono ancora oggi considerati il centro del paese.
All'epoca feudatario della zona era Guglielmo Shabran, conte di Ariano e Apice.
Nel Regno delle Due Sicilie : Periodo Primo cittadino Partito Carica Note Domenico Jansiti Sindaco Giovanbattista La Vigna Sindaco Pasquale Baldini Sindaco 1825.Il palazzo, tuttora di proprietà di tale famiglia, è stato restaurato nel 2012 Palazzo de'Conno (già Jansiti) È sito in via Roma e attiguo a Porta Grande.Aesse, Benevento, 2010 Andrea Jelardi, Giuseppe Moscati e la scuola medica sannita del '900, Realtà Sannita, Benevento 2004; Andrea Jelardi, Roberta Meomartini,.Altre due porte del paese antico sono la "Porta di Rose" che si apre a nord nei pressi del Ponte Fontanella sul Torrente Tammarechia, e la "Porta Palazzo" a sud, la quale, è così denominata perché parte integrante del Palazzo Marchesale; conduce dalla Piazza del.La prima fabbrica di torroni fu aperta nel 1891 dal lotto francese come si gioca cavalier Innocenzo Borrillo (1871-1970 nel suo laboratorio fu concepita una svariata gamma di torroni, ma anche altri dolci, specialità di pasticceria e bibite gassate.La manifestazione, ad oggi, è la più longeva della regione Campania, avendo superato la 40 edizione.Parco della Rimembranza È dedicato ai caduti di guerra e realizzato dopo il primo conflitto mondiale.Il palazzo è ornato nei saloni e nelle sale interne da affreschi del pittore napoletano Francesco Capuano, mentre le lavorazioni in pietra locale sono opera degli artisti scalpellini della famiglia Battaglini.Prima dell'Unità Nazionale San Marco fece parte del Principato Ultra, mentre dal 1861 entrò a far parte della neo-costituita provincia di Benevento.URL consultato il Luciano Canepari, Cavoti, San Marco dei, in Il DiPI Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, isbn.Pietro Florio per ospitare la Scuola Elementare che nel 1942 per iniziativa del Commissario Prefettizio Ingegner Mario Jelardi venne intitolata a Giulio Cesare Baricelli.Resti di antico torrione (XIV secolo) nei pressi di Piazza Mercato.Dal 1913 circa si è sviluppato anche l'allevamento del cavallo avelignese, una razza equina che venne qui introdotta dal veterinario Giuseppe Zurlo (1885-1963 la cui opera fu poi proseguita dal figlio Nicola (1918-2010) anch'egli veterinario e quindi dal nipote dottor Giuseppe e dal pronipote Nicola.Paese ricco di tradizioni gelosamente custodite, San Marco e i suoi abitanti alla fine degli anni ottanta furono oggetto di studi antropologici e sociali da parte di alcuni studiosi che indagarono sulle locali usanze familiari e diedero poi alle stampe il lavoro Rituale, parentela.


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